mercoledì 27 febbraio 2013

Gli omini di biscotto

Credo che quello che preferisco in assoluto cucinare siano i biscotti. Adoro gli stampini di ogni forma, quando ne trovo uno particolare, lo aggiungo subito alla mia collezione.
Ho uno di quei contenitori di vetro con il coperchio metallico a vite, di quelli dove in genere si tengono i biscotti, abbastanza grande: ci tengo tutti i miei stampini per i biscotti (e credo che a breve dovrò cercare un contenitore più grande).


Ho ancora degli stampini nuovi da provare, ma se escludiamo quelli, il mio preferito è questo a forma di omino.
Adoro preparare una teglia di questi biscotti, è un metodo infallibile per farmi tornare il buonumore: quando le manine si colorano, segno che i biscotti sono cotti, la vita torna a sorridere.

E' un metodo infallibile, una teglia di biscotti appena sfornata mi fa fare pace con il mondo.




Ingredienti:

125 g di burro ammorbidito
125 g di zucchero semolato
2 tuorli d'uovo
2 cucchiaini di zest di limone
155 g di farina 00
110 g di farina di riso


 

Procedimento:

Lavorate a crema soffice il burro e lo zucchero. Unite i tuorli, lo zest di limone, le farine e impastate fino a formare un composto omogeneo.
Stendere l'impasto in una sfoglia di 0.5 cm di spessore e ritagliate gli omini con l'apposito stampo e disponeteli su una teglia coperta di carta forno leggermente distanziati fra loro.
Infornate a 180 ° C per circa 5-6 minuti. Non appena le manine cominciano a colorirsi sono pronti.


Eccoli qua, non sono carini? 


Con questa ricetta partecipo al contest Cake Therapy: rimedi naturali allo stress...


e al Giveaway Un dolce per me! di Dolcemeringa


domenica 24 febbraio 2013

La mia zonzolata da sogno....

.... non poteva che essere Paris.

Ho un quadernetto lilla su cui annoto le cose che vorrei fare, ciò che vorrei comprare, i cibi che vorrei mangiare la prossima volta che andrò a Parigi.

Vorrei andarci per un po', sarebbe bello starci un paio di settimane almeno, perché Parigi non è una città da 4 giorni, da we lungo; Parigi non è "vado al Louvre, salgo sulla tour e faccio una capatina a Montmartre."
Almeno non lo è per me.
Parigi ci ha messo un po' a conquistarmi. All'inizio era solo Parigi, la ville lumière, la città dell'amore ecc. Ma dopo un po' è diventata Parigi, ho cominciato a guardarla con occhi diversi e quando succede è come il mal d'Africa, non si guarisce più.

Mi piacerebbe tornarci nel periodo estivo, perché mi piace camminare per le strade della città, o lungo la Senna, e le temperature rigide non sono le migliori per passeggiare, anche se mi piacerebbe vedere la città illuminata dalle luci natalizie: il mega albero delle Galeries Lafayette, le luci degli Champs Elysees, ma farebbe decisamente freddo, quindi preferirei tornarci in un periodo in cui ci siano almeno 18° C.

Mi piacerebbe alloggiare nel Marais, il 3° Arrondissement, il mio quartiere preferito. Mi sento a casa nel Marais, è accogliente ed è ad una distanza percorribile tranquillamente a piedi dalle isole.

Fra le cose che mi sono annotata sul mio quadernetto lilla ci sono i 4 caselli ancora in piedi che segnavano l'ingresso in Parigi delle principali strade di accesso alla città attraverso la cinta daziaria.
In passato ho avuto modo di vederne solo una, la Barriere de la Villette, quindi mi piacerebbe vedere anche la altre 3 ancora esistenti.
Ricordo che per arrivare alla Barriere de la Villette ho fatto una lunga passeggiata dal Marais lungo il Canal Saint-Martin, in un pomeriggio di agosto. E in questa passeggiata ho potuto ammirare degli scorci bellissimi, come questo.


Non sembra un angolo di paradiso?

Vorrei anche andare a vedere l'ex American Center di Gehry, in rue de Bercy.
E la più bella facciata Art Nouveau a Parigi, al n° 29 di Avenue Rapp.
Non sono mai stata nemmeno al Cimitière du Père-Lachaise, dove è sepolto Oscar Wilde.

Potrei scrivere per ore, parlando di Parigi, dei ricordi di un'estate magnifica che resterà sempre nel mio cuore; un'estate passata a girare per Parigi e dintorni (Chartres, Auvers-sur-Oise, Poissy), che mi ha lasciato il ricordo, oltre che dei luoghi visti, anche di un sacco di personaggi incontrati in quei luoghi, personaggi che popolano i miei ricordi e che penso ingenuamente siano ancora là, in una sorta di bolla senza tempo, proprio come la mia Parigi, che è sempre là che mi aspetta.

Con questo post partecipo al contest Zonzolata da sogno!


Con questo post partecipo anche  al Giveaway di La cucina di Any



venerdì 22 febbraio 2013

Les sablés diamants à la vanille de Pierre Hermé

Ho letto che Pierre Hermé è anche chiamato il Picasso della pasticceria, forse perchè rappresenta l'innovazione rispetto a un più tradizionale Ladurée.

Questa volta ho provato una ricetta molto più semplice dei macarons, les sablés diamants à la vanille di Hermés.
Sono ottimi e molto burrosi, veramente da provare, con una tazza di tè caldo fumante.
 

Igredienti: 

225 g di burro a temperatura ambiente 
100 g di zucchero semolato
1 bustina di vanillina
320 g di farina 00
1 pizzico di sale 

Per la finitura:

zucchero a grana grossa 


Procedimento: 

Lavorate il burro e lo zucchero con le fruste elettriche, incorporate la vanillina e il sale e mescolate. Aggiungete la farina e impastate velocemente fino ad ottenere un composto omogeneo. Fate riposare in frigorifero per un’ora.

A questo punto prendete l’impasto e formate 2 cilindri del diametro di 3 cm. Passate i cilindri nello zucchero in modo da farlo aderire fino a rivestirli completamente.

Rimetteteli in frigorifero per un paio d’ore.

Scaldate il forno a 180° C.

Tagliate i cilindri con un coltello non seghettato in rondelle di 1 cm di spessore; disponetele su una teglia rivestita di carta forno e infornate per circa 15 minuti.
Lasciate raffreddare i sables su una grata prima di servirli.
 

mercoledì 20 febbraio 2013

Torta di carote ... senza zuccheri aggiunti

Questa è una ricetta che va bene per tutti, beh tranne i celiaci, perché c'è la farina, ma si può sostituire facilmente con una farina senza glutine.
Per il resto è senza zucchero, senza burro, senza latte....insomma, la potremmo chiamare la torta "Senza"
Non è però senza gusto, anzi, secondo me è molto buona, da provare, soprattutto se avete un'intolleranza al lattosio o non potete usare lo zucchero, o il burro. O anche se semplicemente volete provare un dolce light.


Ingredienti:

100 g di carote
80g di miele
2 cucchiai di olio di oliva
3 uova 
8 albicocche secche
1 cucchiaino di lievito per dolci
100 g di farina 00



Procedimento:   

Mettete le albicocche a bagno in acqua tiepida per circa 1 ora, poi strizzatele bene.

Pelate le carote e lessatele per circa 30 minuti, dopodichè riducetele in purea.
Sbattete le uova, unite le carote, il miele, la farina con il lievito e l'olio. Amalgamate bene con le fruste, quindi versate in uno stampo precedentemente unto e distribuite sulla superficie le albicocche rinvenute. In cottura scenderanno e anranno a posizionarsi all'interno della torta.

Cuocere a 180° C per 30 minuti.  




Con questa ricetta partecipo al contest Diversamente buoni


e al contest I dolci senza latte




Inoltre, dato che inaspettatamente è la ricetta del mio blog che ha avuto il maggior numero di visualizzazioni in assoluto rispetto alle altre, con questa ricetta partecipo al Contest "La Ricetta più Gettonata"






lunedì 18 febbraio 2013

Frollini shrewsbury e una vittoria...


Per cominciare voglio comunicare a tutti la mia prima vittoria: con i Macarons con ganache di cioccolato fondente ho vinto la raccolta “Voglia di…” del mese di gennaio.
Sonia ne dà notizia in questo post:
"Questo mese si aggiudica le board cover della bacheca condivisa su Pinterest e dell’album su Facebook “Voglia di…” Floriana del blog Semi di Vaniglia con la ricetta dei macarons con ganache al cioccolato. Cara Floriana, a fine anno la tua ricetta farà parte anche dello speciale dedicato alla Raccolta Voglia di… all’interno del nuovo PDF Briciole."
Per festeggiare la mia prima soddisfazione ho preparato questi favolosi biscottini.


Era tanto che volevo farli, ma non mi ero ancora decisa, forse perchè non amo molto la marmellata nei biscotti. Quando mi capita di mangiarla in quelli comprati, trovo che resti dura e appiccicosa, un attentato al lavoro del mio dentista insomma.
Adesso che li ho fatti però mi sono ricreduta perchè c'è proprio un abisso rispetto a quelli industriali: i miei sono venuti morbidi e la marmellata dà solo quello zing in più senza essere un "pericolo".
Sono veramente ottimi.
Mia mamma dice che sono i biscotti più buoni che io abbia mai fatto e le piacciono perchè dice che le sembrano tante piccole crostatine.
Vi ho invogliati? Ecco la ricetta. 


Ingredienti: 

125 g di burro 
125 g di zucchero
2 cucchiaini di zest di limone
1 pizzico di sale
1 uovo
250 g di farina 00
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 bustina di vanillina
1 pizzico di sale
marmellata di albicocca
zucchero a velo 

Procedimento:

Lavorate il burro e lo zucchero con le fruste elettriche fino ad ottenere una crema soffice. Aggiungete lo zest di limone, un pizzico di sale, la vanillina e l’uovo e lavorate fino ad ottenere un composto omogeneo.
Incorporate la farina e il lievito e formate una palla.

Coprite con la pellicola e lasciate riposare in frigorifero per 30 minuti.

Stendete l’impasto in uno strato di 5 mm di spessore.
Ritagliate dei dischi di 5 cm di diametro con uno stampino per i biscotti. A metà dei dischi tagliate via la parte centrale con uno stampino a cuore.


Infornate a 180° C per 5 minuti.

Lasciate raffreddare i biscotti.
Spalmate un cucchiaino di marmellata sui biscotti interi e sovrapponetene uno forato. Esercitate una leggera pressione per chiudere.
Spolverizzate con zucchero a velo.

Con queste dosi ne ho preparati 38.


Grazie a tutti quelli che, con il loro voto, mi hanno permesso di ottenere questa vittoria.
Buona settimana a tutti. 

Questi biscotti sarebbero stati adattissimi per S.Valentino: una bella scatola di questi biscotti sarebbe stato un regalo perfetto.
Con questa ricetta partecipo al contest Mani in Pasta - Happy Valentine

e, augurando a Pandi di mangiare questi biscotti, perchè sono i biscotti più buoni che io abbia mai mangiato, quindi assolutamente da provare, e non aspettare così tanto come me che storcevo il naso all'idea della marmellata, al contest "Wishes for Pandi" di "In mou veritas"
 

E infine partecipo anche al Contest di Presentazione


E poi, visto che questa ricetta è la seconda più vista del mio blog, con questa ricetta partecipo al Contest "La Ricetta più Gettonata"



Con questi frollini a forma di fiore, partecipo al contest Profumo di primavera


Con questa ricetta partecipo al contest Confort food: i cibi che ti coccolano


giovedì 14 febbraio 2013

Torta alle mandorle….ops, volevo dire Brownies alle mandolrle

La scorsa settimana ero alla ricerca di un dolce che non contenesse farina, da preparare per una cena a cui avrebbe partecipato anche un’amica celiaca. 
Alla fine la scelta è ricaduta su questa torta di cioccolato e mandorle, priva di qualunque tipo di farina. 
Sembrava la scelta ideale ma ahimè qualcosa è andato storto: quando è stato il momento di sformarla una parte è rimasta attaccata alla tortiera.


A quel punto ovviamente è stato subito panico: e adesso come faccio? 
E poi ho avuto l’idea: faccio i brownies!!! 
Così ho tagliato la “torta” a cubetti e ho spolverizzato con zucchero a velo.Il risultato è stato comunque ottimo e i brownies sono piaciuti moltissimo.

 
Ingredienti: 
  
100 g di cioccolato fondente
140 g di farina di mandorle
120 g di zucchero
100 g di burro 
3 uova
Farina di mais
Zucchero a velo


Procedimento:

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria; aggiungete burro, zucchero e mandorle. Lasciate raffreddare e poi aggiungete i tuorli. 
Montate gli albumi a neve ferma e incorporateli lentamente all’impasto dal basso verso l’alto. 
Prendete una tortiera, imburratela e spolveratela con la farina di mais.
Versate quindi l’impasto nello stampo e infornate a 180° C per circa 35 minuti.Dopo aver sfornato, lasciate raffreddare e sformate.
Potete tagliare a cubetti e presentare la torta come dei brownies. Infine cospargete con zucchero a velo.


Grande idea per rimediare a un inconveniente in cucina. :)

Con questa ricetta partecipo al contest di Una fetta di Paradiso "Dolci con farine speciali" 

 

lunedì 11 febbraio 2013

"Fricioi" di mele della nonna


Mentre il carnevale per me è associato alle bugie di Lina, per mio papà, ancora adesso, non è carnevale senza i fricioi di mele che faceva mia nonna.
Anche se adesso vado pazza per i dolci che contengono le mele, da piccola non li amavo affatto. Infatti non ho mangiato molti fricioi fatti dalla nonna. Cercavo sempre quelli che sembravano contenere meno mele perché mi piaceva molto il gusto della pastella, ma la parte con la mela non mi piaceva proprio.



Igredienti: 

250 g di farina 00
100 g di zucchero
2 uova
1 bustina di lievito vanigliato
zest di 1 limone
1 bicchierino di rum
latte q.b.
1 pizzico di sale

2 mele carpendù

olio di arachidi per friggere

zucchero semolato q.b. 


Procedimento: 

Pulite le mele e tagliatele a pezzi.

In una ciotola versate la farina setacciata e unitevi lo zucchero, le uova, il rum e tanto latte quanto basta per ottenere una pastella semiliquida.


Aggiungete lo zest del limone, il lievito e un pizzico di sale. Mescolate bene poi unite le mele.

Lasciare quindi lievitare per circa 3 ore.

Fate friggere tuffando una cucchiaiata di impasto alla volta in abbondante olio bollente.
Scolate i fricioi e spolverizzate con zucchero semolato.



Con questa ricetta partecipo al contest ” La mamma è sempre la mamma “  dei blog Passione in cucina e Cucinare con amore in collaborazione con Green gate.

 

Con questa ricetta partecipo al contest Il piatto della vostra nonna del blog Cucinando con Paola 


e al contest Dolci fritti


e al contest Il piatto di papà